martedì 15 settembre 2015

Disegni qualsiasi

I disegni eccetera vanno a finire nello stesso posto delle parole: come le parole, quando sono speciali, tutti le comprano , le diffondono e le conservano, così i disegni qualsiasi vanno a finire nello stesso posto delle parole  qualsiasi: qualcuno la ha sentite diverse volte, qualcun altro le trova simili ad altri discorsi già fatti, qualcuno non le vuole sentire più. Là finiscono i disegni inutili, solo che sono di carta.

giovedì 21 maggio 2015

Le cose tristi

<gli faceva male la gola, perché le cose tristi si fermano in gola>
(Nicola Lecca - La piramide del caffè)

martedì 19 maggio 2015

Cornacchie

Praticamente ci sono dei piccionari che ogni giorno versano un pappone  di avanzi su un tombino in pineta, e i piccioni banchettano. In questi momenti si possono osservare delle meccaniche bellissime e molto interessanti. Ad esempio, in pineta ci sono principalmente quattro tipi di uccelli, in ordine di grandezza: passeri, piccioni, cornacchie e gazze. Senza contare Ciuffetta che è una calopsite e sta con me dietro al vetro della finestra. Poi ci sono tre scoiattoli e moltissime lucertole. Forse anche un rapace, perchè lo sentiamo ogni tanto ma nessuno lo ha ancora visto. Bene. Di tutto questo sistema, chi governa sono naturalmente i piccioni. A parte gli scoiattoli che siccome non c'entrano niente se ne fregano di cosa comandano i piccioni. Quindi mentre i piccioni banchettano, tolto che i passerotti aspettano solo che schizzi fuori dalla ressa una briciola o si vanno a cercare un verme per i fatti loro, le gazze e le cornacchie non possono avvicinarsi, anche se sono grandi il doppio dei piccioni. Sono terrorizzate. I piccioni, in effetti, sono tanti e sono molto prepotenti.
Un giorno però ho visto una cornacchia che planava sul gruppo dei piccioni che banchettavano. Siccome ha una bella apertura alare, loro si sono spaventati e sono schizzati tutti intorno al tombino, qualche passo indietro. La cornacchia, al centro del cerchio di fuoco, si è guardata intorno, ha preso un boccone ed è volata via. L'ho seguita con lo sguardo: aveva due piccoli che la aspettavano più in là nell'erba. Solo per questo si era fatta coraggio.
Stamattina ho visto una cosa simile, cioè, credevo che fosse simile: una cornacchia che planava sui piccioni, e questa volta erano terrorizzati. Dopo aver preso un boccone, volava via verso un cespuglio e ci poggiava tutto, ben infilato nell'erba alta. Poi tornava a spaventare i piccioni, prendeva e andava via, ma cambiava cespuglio. Ogni volta che tornava sul tombino si dava certe arie e faceva certi scatti, ma con una prepotenza da dittatore, che i piccioni sobbalzavano terrorizzati. Insomma avrà cambiato sei o sette cespugli, ha nascosto tutto dappertutto, e da quello che ho visto non ha mangiato niente. Ma nemmeno i piccioni hanno mangiato niente, perchè la cornacchia ha portato via tutto lei e sul tombino non c'è rimasto niente. Quindi ora tutti cercano cose da mangiare, come è naturale che facciano, e il cibo sta nei cespugli e secondo me non se lo ricorda neanche la cornacchia dove lo ha messo. Forse ha solo deciso che è ora di fare un colpo di stato e interrompere la supremazia dei piccioni. A volte ci vuole un po' di tempo per capire che siamo in grado di fare qualcosa.

domenica 4 gennaio 2015

Dolce sentire

Questo dolce sentire, degli odori e delle emozioni piccole, momentanee, non sono che lo specchio o l'esercizio di una vita intera, che si risolve in meno di un centinaio d'anni (cosa sono mai cento anni...), la quale vita intera è in più l'attesa o il conseguimento di un certo livello di esperienza e di bontà, attraverso le piccole conquiste (cosa sono mai...). ecco allora a cosa basta litigare, aspettando il giudizio universale (chissà quando, ma intanto) a ciascuno la sua storia personale, abbracciando le nostre cose da provare, cosa conta se poi abbiamo fatto centro, se ero un bravo lanciatore di coltelli, o se non lo sapevo. Crescere una vita e poi morire, che sciocchezza, lascia stare. Studiare, studiare, e dimenticare. A che serve, a che serve... Se non un giorno di giudizio personale, facendo nelle altezze il carpentiere ed il fornaio.

martedì 2 dicembre 2014

Le stesse cose

Come quando guardo con tenerezza negli altri le mie stesse paure; quando non le sopporto negli altri e non le vedo dentro di me. Quando non lo so fare, quando non ci provo.
Forse le fragilità sono fatte tutte della stessa pasta, e se tremano le gambe o si strozza la voce in gola non cambia tanto.
Comunque, se una strada è fatta per le macchine, e io sto guidando una macchina, non c'è motivo perché non ci possa passare. Quindi bando alle ciance, non lo so fare non esiste.

martedì 25 novembre 2014

Ultra

Cosa ci ho trovato, in quello che potevo vedere dall'oblò, e nelle lattine di cibo liofilizzato, in dormire non si sa bene su che lato e in stare sei mesi chiusi e sospesi nel vuoto io e due persone che vengono da un paese diverso e non capiscono le mie battute, con la scarsa possibilità di ascoltare più di due brani musicali e senza il gusto di guardare un bicchiere di vino a metà. Cosa ho trovato, nelle gambe doloranti e nei muscoli impigriti. E là fuori. Cosa ho trovato, passando un'ora (due anni?) con il naso sul vetro e le mani di lato agli occhi, per non vedere con la coda dell'occhio le pareti bianche e le luci dei sensori specchiarsi nell'oblò, perdendomi nella contemplazione dell'ultra deep, l'ultra profondo, come se non ci fosse nessuno e neanche io.
Un posto primitivo, dove regna la chimica, e non c'è niente di vagamente simile a un divano o ad un campo da golf, più lontano e altro dell'asia, e niente di più di ciò che eravamo prima che l'asia e l'africa fossero due cose diverse: niente di più che cose enormi - oh, non sai quanto enormi - fatte di parti piccolissime - da non capirle -, accese da maestosi fuochi e sopite in lunghe gelate. Niente di più e niente di meno di quello che siamo noi, tolto il cemento.

sabato 8 novembre 2014

Diverse volte

Nella mia vita ho incontrato la bellezza diverse volte: nelle stagioni, nei grazie e per favore, in Ercole e Lica. Nei rumori del mare. In mia madre e mio padre che mi guardano. Nelle scarpe da ballo. Nei cani, nelle api e nelle fragole. Nella sensazione che tutto torni, e nella sensazione che non torni niente. Allo specchio, certe volte. Guardando Lindsay Kemp esibirsi a 76 anni e Miguel Angel Zotto. Nelle orecchiette, nei biscotti e nelle preghiere. Nel Pantheon. Nei sorrisi per strada.